Intervista al sindaco Franco Landella

Lo Stato c’è e non si arrende. Questo il messaggio che si è voluto lanciare il 6 marzo a Foggia, dove gli studenti hanno avuto occasione di ascoltare e fare domande al Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti, intervenuto dopo gli incresciosi avvenimenti che hanno animato la Capitanata. In particolare a San Severo, dove sono stati sparati alcuni colpi d’arma da fuoco contro i mezzi della polizia. All’incontro erano presenti le principali figure istituzionali locali, tra cui il sindaco della città di Foggia, Franco Landella, che accetta di rispondere ad alcune domande.

Quanto è importante la legalità nel nostro territorio?
È importantissima, così come in tutti i territori. Credo però che bisogni fare un distinguo tra legalità e ordinamento giuridico. Assistiamo ad alcuni fenomeni immediatamente catturati dalle forze dell’ordine e condannati dall’autorità giudiziaria, cogliendo l’occasione per ringraziarne il lodevole lavoro. Purtroppo non abbiamo un ordinamento giuridico che crea quelle condizioni di pene certe e repressive: alcune volte assistiamo a scarcerazioni “brillanti” per decorrenza di termini. Per garantire la legalità non bisogna militarizzare il territorio ma è necessario innalzare la cultura della legalità nei giovani, che necessità una condivisione in una società la quale deve emarginare questa minoranza violenta che infanga un territorio composto di tanta, tanta gente per bene.

Ha un messaggio per i giovani?
Il mio messaggio per i giovani è di credere nel proprio territorio, di non lasciarsi catturare dal fascino del male, un fascino indotto da alcune serie televisive come Gomorra. Quel fascino ha le gambe corte: coloro i quali hanno compiuto delle determinate scelte di vita oggi si trovano in carcere, quindi lo Stato c’è e ne abbiamo dei segnali concreti. Bisogna difendere il territorio innalzando i principi di legalità con un forte amore per il territorio, che si manifesta anche nell’avere il coraggio di denunciare di richiamare e avere il coraggio di fermare, anche nei piccoli gesti di inciviltà quotidiana a cui assistiamo, chi getta la carta per terra o chi imbratta un muro, perché quel muro e quella strada non appartiene a cui soggetti, ma a tutti noi.

Post recenti

Leave a Comment